"THE END"

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venerdì 23 agosto 2013

L'EDUCASTRAZIONE, ovvero "Educazione e Civiltà"

Mario Mieli ( attenzione si veda nota in coda all’articolo) diceva che ‘’La società agisce repressivamente sui bambini, tramite l’educastrazione, allo scopo di costringerli a rimuovere le tendenze sessuali congenite che essa giudica perverse” e in questo ben poco si discostava dalla realtà: per una più o meno ‘’cura della psiche del bambino’’ ad essa si offrono generalmente soltanto esempi casti e puri di famiglie Mulino Bianco dotate di padre lavoratore, moglie devota e figli felici. Peccato che sotto la scorza della felicità si nascondono le corna sulla testa della moglie e i lividi sul suo corpo.
Il sistema educativo che si offre ai bambini attualmente è un sistema assai limitato e molto debole: tutti gli uomini che picchiano le loro mogli infatti, sono un derivato di una educazione malsana in famiglie patriarcali dove la moglie è legata al lavandino a pulire tazzine e il marito è libero di fare quello che vuole.
L’esperienza dice che un bambino fa ciò che gli si insegna: se vede che la donna è un oggetto per tutta la vita considererà la donna pari ad uno scolapasta o se vede che le persone si insultano lui imparerà ad avere questi atteggiamenti con tutti.
La cultura del rispetto è un processo molto lento e complicato che non può solamente essere propagandato attraverso delle pubblicità alla tv. Per renderla una base salda di ogni persona è necessario che tutti abbiano attinto, nel periodo in cui la loro mente si sta formando, a tutti gli esempi possibili sulla vita, e non solo il modello di normalità imposto dall’alto.
Ecco dove la crepa che c’è tra l’uomo e l’educazione. A molti bambini sono offerti solo passi del Vangelo come esempi; per carità, liberi di farlo, ma perché le più grandi atrocità si scoprono proprio nelle famiglie modello? Sarà forse perché non tutta la realtà della famiglia è nota al grande pubblico?
Naturalmente non si pretende che le persone dall’oggi al domani abbandonino la xenofobia, il razzismo, l’omofobia e qualunque altra parola che abbiniamo a qualcosa che paura non è, ma è solo ignoranza e violenza, basterebbe che le nuove generazioni vengano educate al rispetto di tutte le persone, di tutti i popoli, di tutte le religioni; sì, il processo sarà lungo e faticoso, ma dobbiamo imparare a rispettarci l’un l’altro per convivere civilmente.

N.d.R. Per completezza di informazione la redazione di MenteCritica tiene a precisare che Tim Dean, psicoanalista dell’Università di Buffalo, che redasse l’appendice dell’edizione Feltrinelli di Elementi di critica omosessuale, il saggio più famoso di Mieli, affermava: «Nel processo politico di ristrutturazione della società (…) Mieli non esita a includere nel suo elenco di esperienze redentive la pedofilia, la necrofilia e la coprofagia» e «ridefinisce drasticamente il comunismo descrivendolo come riscoperta dei corpi (…) In questa comunicazione alla Bataille di forme materiali, la corporeità umana entra liberamente in relazioni egualitarie multiple con tutti gli esseri della terra, inclusi “i bambini e i nuovi arrivati di ogni tipo, corpi defunti, animali, piante, cose” annullando “democraticamente” ogni differenza non solo tra gli esseri umani ma anche tra le specie». La citazione che apre l’articolo, quindi, va inquadrata in questo contesto.
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