"THE END"

venerdì 26 ottobre 2012

Lettera a un ragazzo di 26 anni, nato in Italia!

Quando leggo le lettere di questi ragazzi penso sempre che in fondo un po' scemi lo sono ... come fai a lavorare per 600 euro al mese? Ma se faticavo ad alzarmi dal letto e lavorare per il doppio ... vai a un semaforo e guadagni di più! Però poi ricordo quando io avevo la loro età, non moltissimi anni fa, manca l'intelligenza e le vedute ampie. I sogni, le illusioni ... perché poi solo questo sono, illusioni o sogni, che lavorando ci si costruisca una vita ... con mille euro di paga e settecento di mutuo, noi Italia siamo questo, perciò non venitemi a dire chissà che storielle fantasiose!
Si, così dovrebbe essere in un paese civile, che lavori e costruisci una società vivibile, altrimenti ci si unisce a che scopo ... ma voi siete nati un un paese africano, schiavo come l'Africa proprio, ci hanno acquistati nel finto salvataggio dai tedeschi l'ultima volta, credete che lo abbiano fatto per piacere? O per carità? Perciò siete vassalli. Ancora oggi, nel 2012. Vassallo, dal latino vassallum, derivato da vassus, servo.
Lo so che vorreste avere quello che hanno avuto i paesi civili e sviluppati, quelli che dopo la guerra sono partiti per la via della modernità, guardate, bastavano vent'anni se non quindici. Guardate Barcellona. Fino al 1978 tutto era proibito, anche parlare catalano lo era, Franco il dittatore aveva fatto in modo che il dopoguerra fosse molto ma molto peggio della guerra stessa: I vecchi lo dicevano tutti questo, ma proprio tutti. A inizi duemila erano già più avanti di noi su moltissime cose, come saremo tra forse ... tra trent'anni? E parliamo di un paese che ha perso molti colpi, non sono partiti nel dopo guerra, per niente proprio, erano poveri davvero e lo sono ancora al sud. Noi invece che di colpi non ne abbiamo persi dovremo essere meglio di loro! Invece no. Oggi comunque i giovani non li vedo molto partecipare a questo sistema, e per forza. E andateci a vivere in quei paesi e stateci qualche tempo, vedrete che una volta tornati qui vi passerà la voglia di partecipare, assolutamente, fare fatica per sostenere una repubblica africana e corrotta come la nostra? E per avere cosa? La fatica si fa per avere risultati, noi ne abbiamo avuti forse? Non mi sembra che negli ultimi trent'anni abbiamo visto qualcosa di civile, lo sono state le stragi di stato? Le brigate rosse ai tempi di KoSSiga? Lo è stato il caso calvi o lo sono oggi gli africani che salgono sulla gru per avere i soldi del loro lavoro? Vi sembra di essere forse in un paese civile? No, e allora ...
 Perciò, non fate gli schizzinosi, se volete lavorare i lavori sono quelli, da vassallo appunto, altrimenti datevi alla vita alternativa. Non sapete qual'è? Leggete e cercatela. Ieri vedevo che all'Ikea di Piacenza si sono mandati al pronto soccorso  grazie alle ideologie, quello che hanno sempre fatto però, non è cambiato nulla, siamo sempre stati così, solo che ce ne accorgiamo oggi solamente, open your eyes, il sistema lo hanno costruito sulle spalle di questa gente che si rubano i bocconi, lasciate che lo sostengano loro, appunto, quelli a cui piace tanto dire: Si Badrone. E' così che hanno impiantato l'Italia, che volete? O la lasciate fisicamente e vedete lo sviluppo o la lasciate materialmente, non partecipate più a nulla. Votare? Benzina? Mutuo? Lavoro? E che mi frega potete dire. Non pagate più nulla e nemmeno cercate più lavoro, e se avete fame, beh, prendete un pezzo di qualcosa, prendete dico, non come dicono loro "rubare": Prendere dove ce n'è tanto per darlo a chi ha poco lo diceva anche Gesù stesso che non era peccato: Ma non cerchiamo i peccati, cerchiamo le giustizie, buttate il cibo e noi non possiamo mangiare? Riducete a tanto la vostra esistenza e vediamo che sistema fiorisce. Migliore certamente, se prendi cibo ti mettono in prigione? Non lo fanno di certo, ne conoscerei di gente che sarebbe dentro, anche i pensionati nelle città sarebbero dentro in molti. Ne avete sentito uno per caso? Conosciuto? Io mai ... sono armi anche queste, ve le hanno messe loro a disposizione, non fanno del male a nessuno fisicamente ma disturbano e non aiutano il sistema ad andare bene, ma perché dovrebbe andare bene un sistema come il nostro? Non c'è motivo perché vada proprio un sistema che detrai il sessanta per cento a chi lavora e da cosa? L'ospedale? La sola cosa che ricevevamo, tenerci vivi per farci lavorare. Guardate oggi che ne hanno tanti di lavoratori che fanno. Non li stanno avvelenando forse? E allora? Che è cambiato? Niente ...

Mi pago un assicurazione e mi dai 5 mila euro come in America magari se la sanità è la sola cosa che offre un sistema. Noi facciamo sempre quello che fanno gli altri, però a metà, non tutto, una parte. E poi cosa manca? La casa? Occupatene una, c'è pieno di case vuote che si possono occupare. E poi, si vive dappertutto. Guardate quanti metri quadri utilizzate nella giornata, spostamenti a parte. Pochi di sicuro. Mi sono trovato a mettere in lista il mio nome per il prossimo blocco condominiale che sarebbe stato occupato nella periferia di Roma. Mi sono trovato a dormire in tutti i luoghi credo. Anche Jack Kerouac, Sulla strada, per qualche anno lo aveva fatto. E pensate che lo leggevo durante uno degli spostamenti. Nel mentre lo facevo, me lo consigliò un tizio. Molto bello, mi mancava. Mi sono trovato a dormire sulla spiaggia alle cinque di mattina. Motel a tredici euro notte, se li avevamo, altrimenti sacco a pelo e materasso trovato, io la crisi l'ho anticipata di almeno cinque anni. Abbiamo vissuto sotto un ponte, molto grande però, e con la metropolitana li vicino ... hahaha, con tende, materassi, fornello e corrente elettrica presa dalle luci sulla strada che affiancava il Tevere. Sono stato un mese più o meno, che venticello c'era sempre e quanta gente che dorme su quel Tevere, e quanta vita tutto attorno, non lo immagini nemmeno. Da tanti luoghi veniva questa gente. 

Iniziate a fare questo e vedremo cosa fanno loro. Vi ammazzano tutti? Si riducono lo stipendio? Sarei curioso di vedere ... li dimostreranno la loro civiltà e tutte le loro stronzate che vanno blaterando da una vita intera.

La Fornero? E' una di quelli, di cui parlavo sopra, un vassallo, servo, che si divertono a fare lo zerbino quando passa il padrone e mettere i bastoni tra le ruote ai servi loro simili, svegliatevi, non consideratela nemmeno. Che vada a cagare, se volete la ricchezza andrete a chiedere a lei come ha fatto ... visto che è stata brava. La Fornero l'hanno premiata, dato il biscottino. lo vedete che scodinzola? Sii, dai, una che va a prendere le scarpe in centro Torino subito dopo che è governante con due macchine blu e sei guardie del corpo, mi pare sei, sta solo mostrandovi quanto si sta bene a scodinzolare ... vedete? Io cosa faccio ... è quello il senso. Bene, brava. Però a questi piace lapidare, lo vedete? 
LE PAROLE SONO PIETRE MINISTRO FORNERO E FANNO MALE …Ma iniziate il percorso e vedrete dove vi porta. Ieri sera leggevo questo appunto. In che grado vi mettereste voi? Serviranno anni di lavoro sul vostro io, ricordatelo, il lavoro sarà tanto e le battaglie pure, ma non lo state facendo perché vi vendete, lo stanno facendo per un ideale, non vi prostituite e\o ipotecate l'intelligenza: Ci si arriva solo in quel modo. Il resto non vi porterà ad altro che a lottare per apparire quello che non siete. Limiti imposti dal sistema stesso per auto limitarvi. E non stiamo parlando di rapinare chi passa per la strada, parliamo di cose ben più banali a cui le masse quotidianamente vengono spinte. I finti limiti li chiamo io. Ma potremo fare decine di esempi. Cambiate strada se volete la libertà almeno dentro di voi, attorno non ci sarà mai, ma l'importante è che sia con voi. Non serve altro, anzi, il resto è d'impiccio molto spesso.
Guardate come stanno tirando per il bavero i cittadini che possiedono una casa, per esempio, e il lavoro, no? E voi volete quello? Non ci credo io e non ci crede nessuno, vero? Bene

Ok, ora vi lascio alla lettura, ma badate bene, non consumate energia a cercare un lavoro oggi in Italia, è tempo perso, passate ai fatti. Non c'è lavoro? E chi cazzo lo vuole quel lavoro come diceva Tirelli. E chi cazzo lo vuole un lavoro per sacrificare una vita a pagare?  Tanto vale elemosinare del tutto. Non esistono più i lavori da tanti, tanti, anni  e credo anche che se le brigate rosse sono state create per assopire il malcontento penso proprio che noi il lavoro e i diritti come li hanno visti in altri paesi, non li abbiamo mai avuti, non stupirsi oggi, è solo uno dei nodi che al pettine doveva arrivare. 
La sola possibile rivolta che oggi si può mettere in atto, pacifica tra l'altro è quello di non partecipare più. 

Cominciate a evidenziare che non è che manca l'ipod come vogliono far credere, nel nostro paese non abbiamo i diritti fondamentali della democrazia, e allora, che discutiamo a fare?

Vi sembra logico? Non c'è mai stato niente di logico, ve ne siete solo accorti oggi, succede ... diceva un uomo che conoscevo, succede ...

Rileggetevi questo se ve lo siete perso

Noi, Italia, siamo la conferma che funziona
..... fine del delirio quotidiano    
                                            

 26 anni, laureata con passione e fatica, 600 euro al mese, un tirocinio non pagato. La storia di Giulia in una lettera arrivata in redazione, un destino comune. La condizione di tantissimi giovani (e meno giovani) italiani che, dopo essere stati definiti "sfigati", "bamboccioni", "neet", vengono ora chiamati "choosy", schizzinosi, dalla ministra Elsa Fornero. 

di Giulia Rosoni - (Foto: dal sito http://choosysaraitu.tumblr.com)


Vengo ora da un colloquio serale; un colloquio di lavoro per diventare animatrice per bambini. È un gruppo magnifico, vorrei farlo vedere alla nostra amata ministra. Ragazze di 20-22 anni, hanno tirato su un'associazione dal niente, e ne hanno fatto una professione; sono appassionate e intraprendenti.

È il loro sogno, e lo hanno realizzato da sole, con fatica e tenacia. È il loro sogno, non il mio. Io sono in una fascia di mezzo: troppo giovane per avere esperienza, troppo adulta per iniziative. Ma forse questa seconda cosa è solo un alibi. Non lo so.

Una cosa la so di per certo però: ho 26 anni, una laurea ottenuta con entusiasmo, fatica e passione. Vivo sola, perché a 26 anni non voglio più dipendere dai miei genitori. Genitori meravigliosi, volenterosi, grandi lavoratori, impegnati e energici, ridotti all'osso da un paese che se poco offre a me, quasi nulla ormai offre a loro. Ma mi appoggiano e mi aiutano e mi sostengono.

26 anni, una laurea, un lavoro nel sociale che mi porta a contatto con persone che si definiscono (e cito) 'ingombranti ma invisibili'. Persone disabili. 400 euro al mese: cifra che non basta neanche per l'affitto. 260 euro: quello che riesco a racimolare con un lavoro da babysitter che occupa 10 ore della mia giornata. Un tirocinio obbligatorio, gratuito, perché sia mai che il lavoro di 5 anni di studio debba essere ricompensato.

600 euro dunque. Così campo io; così campiamo in moltissimi, troppi.

Mi sono infuriata: siamo definiti mammoni, bamboccioni, pigri, sfigati e ora choosy, schizzinosi. Schizzinosi? Quanti di noi sono laureati (ma anche no) e passano le mattinate a mandare curricula per fare il lavapiatti? Quanti sono in mobilità, cassa integrazione, disoccupati, o a casa di mamma e papà a 30 anni perché con 600 euro al mese una casa non la paghi?

                                                                                          26 anni, laureata con passione e fatica, 600 euro al mese, un tirocinio non pagato. La storia di Giulia, un destino comune (Foto di Laura Albano)

Stamattina mi sono svegliata come sempre alle 6. Mi sveglio 2 ore prima di dover uscire per lavoro, per guardare annunci su internet e mandare il mio curriculum in giro. Stamattina l'ho mandato a 1 azienda, 2 ristoranti, 4 mamme in cerca di babysitter.

Alle 8 sono andata dai 'miei' disabili; alle 14 ero a casa per un boccone, alle 15 in macchina per prendere la piccola che tengo il pomeriggio, alle 19 ho finito, alle 20 ero a fare un colloquio. Non è stata una giornata particolarmente piena, lo devo ammettere.

Ma un senso di disagio era già presente in me dalle 6, ho scritto su Facebook e riporto:

“Analisi e autocritica: come mai non siamo tutti a Roma con le mani piene di sonori schiaffi da distribuire? Cosa ci devono dire per farci incazzare una volta per tutte? Sono arrabbiata, sfinita, distrutta. Sono preoccupata. Choosy? Non sono choosy, sono esaurita...”.

Io oggi non dovevo essere in associazione, non dovevo prendere la piccola, non dovevo andare al colloquio: dovevo essere in strada ad urlare un furore che mi sta facendo tremare. Darei l'anima per fare la lavapiatti, la porta pizze, la donna delle pulizie, e vedere il volto di mio padre sereno, perché sua figlia può pagare le bollette.

Darei la vita per poter portare avanti il tirocinio (non pagato) che mi serve per fare ciò per cui, cara ministra, ho studiato e sudato. Non è essere schizzinosi, è chiedere ciò che ci spetta. E a 26 anni mi spetta ragionare per passione e voglia e grinta, non per quanti soldi servono per tirare a campare. E mi servono istituzioni che mi aiutino in questo, non che mi maltrattino e offendano qualunque sia la scelta di vita che faccio. Scelta, mi viene quasi da ridere: noi non abbiamo una scelta. Non possiamo neanche volendo, cara ministra, essere choosy.

"Darei la vita per poter portare avanti il tirocinio (non pagato) che mi serve per fare ciò per cui, cara ministra, ho studiato e sudato"

Sarei voluta scendere in piazza, urlando, portando con me altre 1000, 2000, 100000 ragazzi e ragazze come me. Vogliamo lavorare, vivere e sognare, non più sopravvivere. Perché invece sono a casa, stremata e distrutta? Perché i miei amici non sono in piazza con me? Cosa devono farci o dirci ancora?

"Perché sono stato tutto il giorno a lavoro", mi ha detto il mio migliore amico (che per lavoro, sia chiaro, intende tirocinio non pagato). "Perché in piazza ci va chi ha tempo tesoro, e io e te tempo non ne abbiamo". Porca puttana. Non ne abbiamo. E non ne abbiamo perché dobbiamo sopravvivere. No, è un alibi forse. La verità è che io e con me tutti i giovani che state martoriando, cara ministra, mi sento schiacciata. Pietrificata.

Voglio urlare, ma non ho più voce. Voglio correre, ma non ho più forze. Siamo talmente esausti da non riuscire più ad arrabbiarci. E anche con queste parole, non riesco a far uscire neanche la metà della rabbia che ho in corpo. Sto tremando.

Domani nuova sveglia alle 6. Si ricomincia. Ho scritto la parola choosy sul muro... perché questa volta non voglio che la passino liscia, perché questa volta non voglio che la rabbia si affievolisca, e che la vita mi inghiotta come sempre. Voglio arrabbiarmi come oggi.

Svegliamoci! Urliamo, corriamo! Chi ci aiuta c'è, cominciamo a pretendere ciò che ci spetta. Vivere.

http://www.ilcambiamento.it/crisi/giovani_choosy_non_siamo_schizzinosi.html

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